AssociazioneADOP-News

Associazione di volontariato ADOP - Associazione D'Ottavi Paolo

Home Associazione Dove siamo Paolo D'Ottavi News Contattateci Galleria foto Info cookie


News

Articolo apparso sul giornale Ciociaria Oggi del 30/01/2017 a firma Maurizio Cera

Doposcuola gratuito organizzato dall'Adop

TREVI NEI LAZIO - Riprende il progetto doposcuola "Bravi, bravissimi!". Ad organizzarlo l'Adop (Associazione Paolo D'Ottavi) in attuazione delle finalità proprie del suo statuto. II servizio, totalmente gratuito, è rivolto a tutti coloro che hanno bisogno di un aiuto nello svolgere i compiti pomeridiani assegnati ed intende soprattutto rispondere alle esigenze delle famiglie nel gestire al meglio l'attività pomeridiana dei propri figli, dando loro un supporto valido, in modo da poter colmare eventuali lacune e supportarli nell'organizzazione e nella metodologia di studio più adatta alla loro età.
Destinatari del progetto sono: minori di età compresa tra i sei e diciannove anni che frequentano le classi elementari e medie inferiori e la scuola superiore che esprimono bisogno di aiuto guidato nello studio. Il doposcuola sarà svolto da operatori volontari idonei allo svolgimento del servizio. Persone maggiorenni con un grado di istruzione di scuola media superiore, insegnanti in pensione, insegnanti in servizio. Il servizio, iniziato il 27 gennaio, è allargato anche agli studenti che frequentano la scuola superiore che potranno usufruire di lezioni individuali programmate anticipatamente con i volontari, magari in corrispondenza di interrogazioni e verifiche. Ottima iniziativa che si spera sia partecipata. Le lezioni si svolgeranno tutti i venerdì dalle ore 15 alle ore 18 presso la sala parrocchiale.

Articolo apparso sul giornale Ciociaria Oggi del 9/12/2016 a firma Tonino Ricci

Storia e tradizioni. Studenti a lezione fra storia e antiche usanze.

Trevi nel Lazio – 09 Dicembre 2016
Se scrivi la parola pedagogia allora ti accorgi che con quanto vissuto mercoledì scorso a Trevi nel Lazio c’entra eccome. Dove l’ADOP, fondazione dedicata alla memoria di Paolo D’Ottavi, sindaco del luogo per quasi un trentennio, ha dato vita ad un pomeriggio pesantemente intriso di storia, usi, costumi e tradizioni delle nostre genti a cavallo di due secoli, prima di procedere all’asseganzione della borsa di studio che per il triennio appena trascorso è stata assegnata a Leonardo Ricci con lode e meriti scolastici.

Image

Mattatore della giornata Mauro Marzolini che ha sapientemente regalato alla scolaresca delle medie inferiori una “lectio magistralis” degna dei migliori istituti scolastici. Una full-immersion dove in chi come noi ha qualche capello bianco in più è andata a toccare tutta una serie di corde e sentimenti, che hanno attraversato l’arco della propria vita mentre il groppo in gola diventava sempre più grande.
Quanti ricordi, passioni, rimpianti nel rivedere nell’immagini sapientemente commentate da Marzolini, quei volti scavati dal sudore delle nostre madri, delle nostre nonne, mentre tornavano stanche dai campi che poco prima avevano lavorato con i poveri mezzi di allora.
Stanche ma felici, di una serenità che sembrerebbe essere ormai perduta nella nostra era post tecnologica, scandita da telefonini e social network, dove e paradossalmente possibile essere in molti ma rimanere soli. Questo anche il senso di una giornata molto indovinata e voluta da due presidi, Laura Iona e Tommaso Damizia. Questo anche il senso della vita e della buona scuola. Mille di questi giorni. Bravissimi tutti. Una giornata quindi da ricordare.

Il Preside dell'Istituto Prof.Tommaso Damizia e il Presidente dell'ADOP Prof.ssa Laura Iona premiano Leonardo Ricci il migliore alunno del triennio 2014-2016.

Image Image

Articolo apparso sul giornale Ciociaria Oggi del 9/08/2016 a firma Maurizio Cera

Raccontare il paese attraverso la poesia - Quindici narratori leggono le loro opere
L'antologia presentata a Santa Maria Maggiore a cura dell'ADOP

Trevi nel Lazio – 09 Agosto 2016
E' stato presentato qualche giorno fa in Piazza S. Maria Maggiore, davanti a molti appassionati il libro antologia di poeti trebani. Quindici poeti, 185 poesie che cantano l'amore per la propria terra e non solo. La serata è stata organizzata dall'ADOP (Associazione Paolo D'Ottavi) con il patrocinio del Comune di Trevi. Laura Iona presidente dell'associazione ADOP ha spiegato dal palco, visibilmente emozionata, come è nata l'iniziativa.
"L'anno scorso appena terminata la serata dedicata a Paolo D'Ottavi e Ettore De Carolis fui avvicinata dall'Avv. Antonio Petrivelli che mi propose di fare una ricerca sui poeti trebani che hanno scritto poesie su Trevi".
Raggruppare le voci dell'anima di Trevi e celebrare il paese con le poesie di trebani, è stato qualcosa di veramente bello ed emozionate. Le poesie raccolte nel volume "J'aquilone" sono uno spaccato autentico di Trevi da conoscere assolutamente. Ha presentato Luca Simonelli.

Articolo apparso sulla rivista Prima Stampa n.47 Agosto 2016 a firma D. Ambrosetti

Serata dedicata alla poesia, con la presentazione dell’antologia
Trevi nel Lazio e i suoi poeti di ogni tempo

Un appuntamento con la tradizione, il dialetto e la poesia che non dimentica le sonorità e i ritmi di uno stile di vita che rischia di scomparire. Questo il “ leitmotiv ” della serata dedicata sabato sera alla poesia di Trevi nel Lazio.
Un evento organizzato dall’ADOP (Associazione Paolo D’Ottavi) con il patrocinio del Comune di Trevi nel Lazio, in piazza S.Maria Maggiore, il cui obiettivo è stato spiegato dall’intervento sul palco del Sindaco Silvio Grazioli.
“E’ un incontro importante – ha sottolineato il sindaco Grazioli – organizzato per valorizzare la tipicità locale, il patrimonio immateriale e la tradizione culturale del comune montano, baluardo e custode di una ricchezza che può e deve fare la differenza in un’epoca dove tutto è globale e massificato. Soffriamo la superficialità, ma questa antologia di poesie trebane scritte da poeti trebani vissuti in diversi periodi, è la riprova dell’immensa ricchezza del patrimonio culturale del nostro territorio, e questa serata è e può essere un valido stimolo ai tanti giovani che qui a Trevi si affacciano alla scrittura, pittura, ed a tutte le varie arti”.
A riprova del serio e costante lavoro portato avanti nell’organizzare la serata, presentata da Luca Simonelli, la piazza era gremita da un pubblico appassionato. Sul palco Simonelli, il critico Sergio Gabriele ed il Prof. Porfirio Grazioli si sono alternati nella lettura di diverse poesie presenti nell’antologia, evocando sonorità e profumi coinvolgendo i presenti in un’atmosfera unica e quasi inaspettata, durante la quale si è potuto ascoltare diversi intermezzi musicali curati dalla pianista Federica Simonelli dal soprano Rezarta Dyrmyshi.
Per ogni artista che si districhi in qualsiasi arte, c’è sempre bisogno di un’ispirazione che possa essere una persona, una sensazione, un suono etc. nelle poesie scritte e riportate nell’antologia dai quindici poeti trebani, i paesaggi di Trevi, il suo castello, le sue strade, il fiume Aniene, insomma Trevi nel Lazio è l’ispirazione unica, la musa per antonomasia.

Articolo apparso sul giornale Ciociaria Oggi del 23/12/2015 a firma Maurizio Cera

Premio D'Ottavi - Un'edizione emozionante e di successo

Premio Paolo D'Ottavi uno straordinario successo. La cerimonia della terza edizione si è svolta martedì presso la scuola secondaria di primo grado di Trevi nel Lazio - sezione staccata della scuola "Ottaviano Bottini" di Piglio. Quest'anno la minifestazione si è arricchita della presentazione agli studenti del libro di poesie "Il Creato in Rima" di suor Olga De Santis da poco scomparsa.
La cerimonia è stata presieduta dal vescovo della diocesi di Anagni-Alatri Lorenzo Loppa, dal sindaco Silvio Grazioli, dal preside dell'istituto Tommaso Damizia e dal presidente dell'Adop Laura Iona, che hanno ascoltato insieme ai presenti il parroco don Alberto Ponzi che ha presentato il libro. Gli interventi degli oratori intervenuti hanno tutti rimarcato la grande umanità di suor Olga.

Image

A seguire la premiazione del miglior studente dell'ultimo triennio che quest'anno ha premiato la studentessa Ilaria Molinari, e tre diversamente abili ai quali il sindaco di Trevi ha consegnato un diploma di merito, una copia del libro di suor Olga e una busta contenente il premio in denaro.
Inutile dire che Paolo D'Ottavi sindaco di Trevi per quasi trent'anni ha lasciato un vuoto incolmabile, tanto che sarà difficile scalfire e soprattutto dimenticare la sua figura.


Image Image Image Image Image Image

Articolo inviato da Lorena Callari - Membro del Consiglio Direttivo ADOP e Operatrice del Parco dei Monti Simbruini

Premiazione concorso di poesia ePoeta

Trevi nel Lazio 18 luglio 2015
Il 18 luglio nella struttura del Museo delle Piante, che ha fatto da splendida cornice, si è svolta la premiazione della seconda edizione del concorso di poesia “ ePoeta “, a conclusione di un lavoro attento e scrupoloso della commissione con l’autorevole e appassionata direzione del Presidente di giuria, il critico d’arte Sergio Gabriele che ha personalmente recitato, commentato e scritto le menzioni di tutte le poesie, con una verve ed un coinvolgimento che ha letteralmente rapito i presenti.
Hanno garantito la loro presenza i Sindaci di Trevi nel Lazio Silvio Grazioli e di Rocca di Botte Fernando Marzolini accomunati da un gemellaggio secolare che ogni anno nelle feste patronali si riconferma e si rafforza; il Commissario Straordinario in rappresentanza del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini Enrico Panzini, Carlo Taormina amico personale di Paolo D’Ottavi e il poeta dialettale Porfirio Grazioli, che ha recitato qualche poesia.
Presenti i rappresentanti delle associazioni “ Samanta “ con la Signora Lucia Bellini, l’Associazione “ Pioggia cadente ” con Giacomo Mariani, l’Associazione “ Girotondo “ con Anna Giordani, l’Associazione “ Fonte di luce “ con Catalina Uribe Urbano ed i rappresentanti del Progetto “ Over 65 ”; tutte queste associazioni curano la gestione della “ Città dei bambini di Aquino sita nel Parco Bosco dell’immaginario “.
Le poesie sono state inviate da varie regioni italiane, ragion per cui l’Associazione ha deciso di offrire ai vincitori un soggiorno per dar loro la possibilità di raggiungere, conoscere ed apprezzare il nostro paese ed il suo territorio.
Ai poeti è stata data una targa ed una menzione con il proprio nome. “...ci saranno dei riconoscimenti formali, una Targa o Menzione con il proprio nome, cognome “ePoeta”, ma è puro stimolo a concorrere, condividere, perché tutti i partecipanti saranno presenti nella Antologia Ebook su Migranze E-edition in modo che ciascuno possa farsi giuria e godere semplicemente d’esser stato parte di un viaggio, uno dei tanti, di chi non può fare a meno di migrare “. I premiati sono stati :

1 - Francesco APRILE di Caprarica di Lecce ( Lecce ) con la poesia “ Datemi un sud “
2 – Lucia BELLINI di Aquino ( Frosinone ) con la poesia “ Fragili equilibri “
3 - Pasquale BUFANO di S. Lucia di Piave ( Treviso ) con la poesia “ Eppure “


Le poesie che hanno ricevuto la menzione sono state di:
Martina MOLINARI di Trevi nel Lazio con la menzione “ Il tempo “
Silvia ROSA di San Mauro (Torino) con la menzione “ Prosa poetica “
Maria Grazia COLASANTO di Campobasso con la menzione “ La distanza “
Anna GUERRA di Manfredonia (FG) con la menzione “ Il volo “
Onorina Elvira SANNA di Ardara (Sassari) con la menzione “ Amore “
Ad Elisabetta D’OTTAVI di Colleferro (Roma) Menzione Speciale: Infanzia Perenne con la poesia “ L’albero “

Un bel momento della premiazione, che ha raggiunto anche un palpito di grande commozione, quando ha ritirato la targa la seconda classificata Lucia Bellini, alla quale il gruppo che l’aveva accompagnata ha voluto dare prova di stima e affetto regalandole a sorpresa un mazzo di fiori.

Il gruppo partito da Aquino e formato da 33 persone la mattina, dopo l’accoglienza e la presentazione dell’Area Protetta presso il Museo delle Piante, è stato accompagnato dalle operatrici del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini a fare una passeggiata naturalistica nella splendida Cascata di Trevi ed in visita al centro storico di Trevi nel Lazio, alla scoperta dei “ tesori “ che custodiscono l’Oratorio di San Pietro, la Cripta e la Collegiata di Santa Maria Assunta.
Dopo il pranzo consumato in un ristorante locale, hanno raggiunto il Museo delle Piante attendendo il momento della premiazione sotto l’ombra di pioppi e salici.
Grande soddisfazione per la riuscita della manifestazione da parte del Presidente dell’ADOP e di tutti i suoi componenti, un ringraziamento a tutti gli ospiti ed ai convenuti, un ringraziamento affettuoso a Mauro Marzolini, che ricopre il suo ruolo da moderatore sempre con precisione e attenzione ed infine un pensiero speciale e costante al nostro amico Paolo D’Ottavi che VIVE in queste nostre azione e ci da lo stimolo a proseguire.
Durante la consumazione di un ottimo buffet tutti si sono augurati un arrivederci alla III Edizione del concorso di poesia “ ePoeta “.

Articolo apparso sul sito del Parco dei Monti Simbruini http://www.simbruini.it/news-dettaglio.php?id=31661

Premiazione concorso di poesia
II EDIZIONE DEL CONCORSO DI POESIA "ePoeta"

Trevi nel Lazio 18 Luglio 2015
"... un sud, datemi un sud a grandine
che sia anima di se stesso meridiano d'amore..."

Questi brevi versi di grande intensità fanno parte della poesia, scritta da Francesco Aprile da Capranica di Lecce (Le), intitolata "Datemi un sud" che si è aggiudicata il 1° premio nella II edizione del Concorso di Poesia "ePOETA" che si è svolta nel pittoresco paese di Trevi nel Lazio (Fr) presso il Museo delle Piante del Parco dei Monti Simbruini, il 18 luglio scorso, grazie all'impegno dell'Associazione Culturale "ADOP" e del suo Presidente la Prof.ssa Laura Iona. Il secondo e terzo classificato sono stati rispettivamente Lucia Bellini da Aquino (Fr) e Pasquale Bufano da S.Lucia di Piave (Tv).
Alla presenza delle Istituzioni nelle figure di Silvio Grazioli Sindaco di Trevi nel Lazio (Fr), Fernando Marzolini Sindaco di Rocca di Botte (Aq), del Dott. Enrico Panzini, Commissario straordinario del Parco dei Monti Simbruini, dei componenti della giuria con il Critico d'Arte Sergio Gabriele (Presidente della giuria), del Prof. Carlo Taormina, del poeta "trebano" Porfirio Grazioli, e con una grande partecipazione dei cittadini, venivano lette le poesie vincitrici di questa edizione.
Negli interventi dei partecipanti all'evento è stato esaltato il binomio cultura e ambiente, soprattutto si è messo l'accento su quanto siano capaci entrambi di andare a toccare quelle corde dell'animo umano che ci permettono di elevarci alla contemplazione per il creato e la vita.
Ai vincitori è stato offerto un soggiorno gratuito nello splendido scenario del Parco dei Monti Simbruini, in particolare la Sig.ra Lucia Bellini ha portato una trentina di persone con se che hanno approfittato della mattinata per un' escursione naturalistica alla Cascata di Trevi e culturale nel borgo e nei suoi dintorni, tanta la soddisfazione nelle parole dei partecipanti per aver visto "posti così belli" fino ad allora sconosciuti.
Degne di nota sono state le parole della Prof.ssa Laura Iona che nel ringraziare il Commissario del parco, il Dott. Panzini, rimarcava la sensibilità artistica ed umana di quest'ultimo.

Tratto dal libro “Pietro Eremita L’uomo della speranza da Rocca di Botte a Trevi“

Riportiamo il brano delle esequie di San Pietro detto l'eremita, scritto da uno dei più grandi studiosi della storia trebana, P. Dante Zinanni.

"Sparsasi la voce della morte dell’eremita, il tugurio o pollaio si anima. L’angolo nascosto e silenzioso, ove riposava, meditava, offriva se stesso a Dio, s’affolla di gente. Chi viene, chi va, chi commenta: sono uomini, donne, ecclesiastici con fare non più dubbio e curioso, anzi riverente e commosso per quel senso d’arcano, che la morte cela con se come momento epico dell’esistenza umana. Le comari più sollecite apprestano alla salma i servizi di carità estrema: la lavano, come d’uso, e la sistemano nella compostezza della morte, pronta per la sepoltura. Tutto con attenzione discreta, soffusa di tanta delicatezza, che pure consente ai presenti di misurarne da vicino i giovanili lineamenti, ammirarne il candore, respirarne la fragranza verginale; anche il ruvido saio, che la ricopre, emana insolito aromatico odore (cadavere cernentes odore repletum).
Si fa avanti soprattutto il clero, memore della diaconia apostolica, che il giovane eremita ebbe a svolgere accanto al presbiterio locale a servizio della gente egra nel corpo e nell’anima e con edificato stupore prende coscienza della vera grandezza del defunto. La breve permanenza di Pietro in città fu in realtà un continuo prodigio, ora la sua morte cristianamente serena e una chiara epifania di Dio, manifestazione d’intervento divino nella storia dell’uomo, un miracolo meraviglioso. Per le strade e per le piazze si leva una voce concorde fra la popolazione, unanime giudizio di benedizione: ” E’ morto il Santo! “. E la voce prende credito da convincere che la presenza e l’opera di lui in Trevi non abbiano epilogo con l’evento della morte, ma che questa rappresenti solo una svolta decisiva per la scoperta della nuova rotta, il principio d’una ritrovata coscienza civile, l’alba d’un nuovo avvenire. La piccola e grande luce della sua breve permanenza prende a illuminare lo scenario della storia di Trevi, testimoniando ad essa come la rettitudine non si smentisce, non cessa di comunicarsi, di associare a se anime amiche, uomini e donne, piccoli e grandi, clero e laici, ricchi e poveri, dotti e semplici, doviziosa solo d’armata disponibilità, d’umile e confidente abbandono.
La gente, che ieri lo tenne rispettosa al margine dei propri interessi, soggiogata dal fascino potente della virtù, lo scopre finalmente suo, vicino alla propria realtà, figlio del suo popolo, profeta del suo domani; coglie cioè intuitivamente e concretamente la straordinaria portata dell’amore del Santo e il segreto, che egli custodì gelosamente nel cuore: divenire amico e salvatore della prediletta terra di Trevi. Su questo originale ‘ background ‘, su sfondo d’incomparabile suggestione e interesse si concretizza l’emozione d’un dialogo duraturo nei secoli con positivi risvolti comunitari nel quadrante misterioso della storia e della fede del popolo trebano, prospettati in un futuro intimamente legato alla potenza dell’amore. Veramente la santità non e remota, inaccessibile, nè patrimonio di pochi; essa e pienezza di vita, incarnazione autentica dell’uomo nuovo, ch’è dentro ciascun essere.
Dal pollaio la salma di Pietro e trasportata per le esequie nella vicina chiesa abbaziale di S. Maria. Il funerale si svolge nella più modesta semplicità; il vivere e il morire del giovane non consentono lussi esteriori, ma il breve tragitto, poco più di cento metri, si compie tra un composto orare di folla e calde note di requiem, che, diffuse per Via Maggiore, salgono al cielo come memori voci destinate a confondersi con gli alleluia della liturgia eterna. Qualcosa, cioè, fa spicco nelle esequie di lui, che si distacca dalla mestizia biblica della morte: ” Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro e la tua fedeltà negli inferi ” lamenta il salmo 87. Il funerale dell’eremita di Rocca di Botte sembra invece scoprire gaia la terra di Trevi, colorito il suo mondo, fausto il panorama, sensibile l’elemento umano; memorie nuove grondano sul vecchio passato e la gloria leggiadra del castello pare disperdersi nella felicità diffusa degli spazi, che baciano di speranza il monte e il fiume.
Ci sono un po’ tutti in mezzo alla folla di donne e di uomini, che accompagnano il feretro: Bonizza, Lucia e i miracolati, che sono stati ributtati nella vita, quando la morte già s’arrampicava loro addosso. Fissano con occhi sorpresi la bara dell’eremita, morto dopo aver appena compito i venti anni, dopo solo venti giorni di convivenza con loro; sentono però che e partito lasciandoli non come in un campo deserto dopo la vittoria; ognuno infatti avverte dentro l’eco d’una felicità segreta e indicibile. Vissuto in un tempo deluso, Pietro ha creduto al futuro; profeta in tempi e in ambienti disabitati dalla speranza, ha saputo inventare la sua lasciando negli animi i segni della buona stagione. Per lui ora a Trevi anche l’inverno ha il suo fascino, precorre quello delle stagioni, che sopravverranno. Il seme del cedro, lo voglia o no, diventa cedro; il seme di rovo diventa rovo.
La sua voce, la sua missione s’e mossa dai greppi del Carsolano, ha rotto gli argini ristretti del paese natio per arrivare dove non pensava, ma forse sognava, con una dinamica, che invita a prendere il largo sempre e dovunque. Terminata la liturgia funebre, la salma viene riposta in un’arca lapidea, formata da due pezzi di cardellina lunghi circa due metri e collocata a metà del lato destro o settentrionale di S. Maria, ai piedi del grosso pilastro, su cui poggiava il pulpito secentesco, avanti i lavori di restauro del 1967-68.
Il sepolcro tuttavia non pone fine alla favola bella della breve sua dimora in Trevi, diventa invece segno di dono e di presenza, altare su cui si consacra il primo solenne atto del gemellaggio con Rocca di Botte, sua terra natia, punto prezioso di concordia e di civiltà tra le due patrie del Santo. Al momento della sepoltura qualcosa ancora conquide gli animi. Quando lo sbaraglio di luce, che entra dagli alti finestroni, trafigge l’angolo ove riposa il servo di Dio, allora nel volto dei presenti e negli occhi compressi a mestizia prende a dilagare la gioia. Nessun segno e più esplicito per dare senso al transito di Pietro. La sua dipartita non si perde nel silenzio della dimenticanza, ma è respiro più grande di ogni distanza, più forte d’ogni ostacolo, riverbero luminoso nel cuore della Chiesa di Trevi, la cui comunità può indossare la veste bianca, l’abito della festa, il vestito delle nozze per il banchetto di vita, che con la sua morte e nel suo sepolcro prepara lo sposo."

Dalle Memorie di Paolo D'Ottavi

Un gemellaggio secolare ed indissolubile tra Trevi nel Lazio e Rocca di Botte

La popolazione di Trevi nel Lazio, antico centro abitato dell’alta valle del fiume Aniene, e quella di Rocca di Botte, un grazioso paese della Marsica, celebrano da circa otto secoli un gemellaggio religioso, che festeggiano il 29 agosto di ogni anno, allorché danno vita ad un originale incontro in Trevi per rendere onore, come fossero un'unica popolazione, a San Pietro Eremita, comune patrono dei due paesi. L’avvenimento è singolare per un cerimoniale secolare, scrupolosamente rispettato, assolutamente unico, ma soprattutto perché le origini dell’evento sono fatte risalire ad epoca molto remota. Per conoscere e capire, allora, non solo le origini del gemellaggio, ma anche per rendere noto il rituale seguito, si rende necessario conoscere chi è stato san Pietro, detto eremita, e come e perché è stato nominato patrono di Trevi nel Lazio e Rocca di Botte, esponendo una breve sintesi della sua vita, che è purtroppo ancora per molti aspetti misteriosa. In particolare oggi, ad esempio, tra gli studiosi e i devoti, si discute:
- sulla data della sua morte, che secondo le ipotesi più aggiornate, risulta anticipata di un secolo rispetto alla data effettiva;
- sulla sua santificazione, che molti ritengono essersi avuta per vox populi;
- perché vi furono due cerimonie ufficiali di canonizzazione;
- sulle ragioni, che hanno spinto il santo a recarsi in Trevi e sulle cause, che ne hanno determinata la morte in una età così giovane.
Tanto mistero, -(che potrebbe essere svelato se fossero ritrovati gli atti della sua santificazione nella biblioteca segreta della città del Vaticano)-, è legato al fatto che l’unica fonte giunta fino a noi, che ricordi a grandi linee il suo cammino sulle strade della Marsica, che gli diede i natali ed il percorso seguito nella terra di Ciociaria, che ne vide la morte, è il racconto, noto come l’apografo, che è, in verità, più che una cronaca credibile e fondata della vita del santo, un’opera celebrativa religiosa, un vero e proprio panegirico, che aveva lo scopo di illustrare il percorso virtuoso della esistenza terrena del santo, ma che non aveva alcun interesse a riportare dati circostanziati e completi del breve tempo di vita, conclusosi a Trevi. Vi sono riportati però nell’apografo elementi, che dovrebbero essere assolutamente rispondenti alla realtà, non essendovi alcun interesse per essere qualificati come falsi od artefatti, che permettono di avanzare una ipotesi storica credibile degli eventi, che hanno riguardato la vita di san Pietro. Anche da un solo elemento certo spesso è possibile ricostruire o districare, per gradi, una vicenda confusa ed incerta, come è appunto la vita di san Pietro eremita.

Fonti medioevali ed autori di scritti sulla vita di san Pietro

Prima di porsi il problema di quali elementi servirsi per scoprire almeno un dato reale ed incontestabile della vita di san Pietro, occorre avere conoscenza piena di quanto è stato scritto fino ad oggi sulla vicenda terrena di san Pietro, chiarendo però da subito che il volume “Pietro Eremita, l’uomo della speranza” di Dante Zinanni, dotto sacerdote scolopio, nato a Trevi nel Lazio, costituisce oggi una summa concreta ed incancellabile in proposito. La prima vita del patrono di Trevi e di Rocca di Botte, però, cui tutti gli autori successivi peraltro si sono rifatti, è “La vita antica” o “apografo” o “Atti di san Pietro”, il cui il manoscritto originale in pergamena è stato presente fino al dopoguerra nell’archivio parrocchiale di Trevi e di cui Padre Dante Zinanni ha riscoperto una copia nell’archivio Maccafani di Pereto, che ha regolarmente riportato nel citato volume, dedicato al santo.
Di questo primo testo, riguardante la vita di san Pietro, tutti i successivi studiosi hanno tentato di individuare l’autore o gli autori e la data di redazione. Ritengo che nessuno, che abbia tentato di dare un volto o una data di composizione, fino ad oggi, abbia colto nel segno, anche perché gli studiosi, che si sono interessati a san Pietro, sono stati all’oscuro del fatto che, per questo umile santo, si sono avute due cerimonie di beatificazione.

La beatificazione dell’anno 1202 e del 1215

Prima di ricordare gli eventi della santificazione di San Pietro, deve assolutamente sottolinearsi il fatto che molti credono che San Pietro eremita sia stato canonizzato, non in forza di un regolare processo canonico, ma per vox populi, circostanza che ha causato non pochi errori da parte di agiografi nell’analisi degli eventi della sua vita. Non è fortunatamente così: San Pietro eremita è stato canonizzato, pur se l’impulso alla beatificazione è venuto dalla vox populi, in forza di un regolare processo di santificazione. Gli atti del processo sicuramente erano presenti in Anagni nella seconda metà di settembre del 1202, quando fu santificato nella cattedrale di Anagni alla presenza di papa Innocenzo III. La cerimonia, però, per la totale assenza della popolazione e del clero trebano, si ebbe come per non avuta, e di fatto invalidata tanto che fu ripetuta il 1.10.1215, nella cattedrale di Trevi, alla presenza della popolazione tutta, del clero e del vescovo di Anagni, delegato di Innocenzo III alla canonizzazione. Gli atti relativi alla procedura del 1202 erano conservati nell’ archivio della cattedrale anagnina, dove erano uniti agli acta di S. Magno con il titolo “processus factus ex commissione Innocentii pro canonizzando frate Laurenzio de Sublacu petiarum octo”.

Datazione del secolo di morte di san Pietro in Trevi

Chiarito l’evento della santificazione, avutasi in due circostanze, fatto sicuramente singolare nella storia della Chiesa, si può ora procedere, -(al fine di individuare un elemento certo, assolutamente necessario per ricostruire deduttivamente molti altri aspetti della vita di San Pietro eremita)-, a indicare l’elemento certo da cui partire per il primo evento, che si presta a illuminare, precisare ed aprire altre finestre sulla sua vita del santo, è quello riguardante la data della sua morte, circostanza che permette di risalire con accettabile approssimazione anche alla data della sua nascita ed offre di ricostruire, per logica deduzione o per ipotesi inconfutabile, molti aspetti oscuri della sua vicenda umana.
E’ certo in maniera inconfutabile che san Pietro, detto eremita, è nato nel territorio, appartenente alla città di Carsoli, in località di Rocca di Botte, che, però, qualche tempo dopo la morte del santo, divenne municipio autonomo e per conseguenza non si indicò più come luogo di nascita la città di Carsoli, ma si dice, in modo più corretto e preciso, che il santo è nato in Rocca di Botte, comune appartenente alla diocesi di Avezzano. Quanto alla sua morte l’apocrifo ricorda, senza indicare l’anno, che questa si verificò, dopo circa venti giorni di residenza, in Trevi nel Lazio, città che viene indicata, ogni volta che viene ricordata nel testo, come civitas. La circostanza va evidenziata.
Il santo vi si era recato giovanissimo, dopo essersi recato in Tivoli, dopo aver assistito ed aiutato in Subiaco i monaci Benedettini, caduti all’epoca in gravissime ristrettezze economiche. Orbene, anche questi tre elementi, valutati alla luce della data certa della sua santificazione, che si ebbe una prima volta in Anagni nel mese di settembre del 1202 e successivamente in Trevi il primo ottobre del 1215, consentono di arrivare a datare l’evento della morte di San Pietro. Va premesso, però, che la letteratura, formatasi intorno all’evento, sostiene di aver accertato la data della sua morte affermando che tale circostanza si sarebbe verificata nell’anno 1052.
Padre Dante Zinanni, un notevole studioso trebano e devoto del santo, autore di molte pubblicazione di storia locale, ha invece ritenuto erronea tale datazione, affermando con una serie di argomentazioni che la morte di san Pietro si è verificata nel 1152. La tradizione, formatasi dopo l’indicazione del dotto gesuita trebano, Domenico Pierantoni, che fu il primo a individuare l’anno 1052 come quello della morte di san Pietro, non accetta volentieri la revisione proposta da padre Dante Zinanni. Il Pierantoni ha lasciato interessantissimi manoscritti contenenti notizie storiche e opinioni di ogni genere, correnti ai suoi tempi, sul Lazio ed in particolare su Trevi, è un’opera, che è frutto di una ricerca attenta ed in genere documentata, e che costituisce oggi per gli studiosi una raccolta inesauribile di dati, in genere credibili, e di notevole interesse storico, ma anche delle notizie più disparate, correnti all’epoca. Il dotto gesuita Trebano sostiene che San Pietro morì in Trevi nel 1052 sulla base delle seguenti argomentazioni. Padre Dante Zinanni, dotto sacerdote scolopio trebano, nato il 17.12.1925 e morto il 2009, ha però contestato le argomentazioni del Pierantoni, ed ha sostenuto che la morte del santo si era verificata nel 1152, sulla scorta delle ragioni, che si espongono.
L’autore del presente saggio condivide l’indicazione della morte del santo, data da padre Dante Zinanni, relativamente al secolo, dal momento che egli crede di aver dato alle ragioni, poste a base dell’accertamento del sacerdote scolopio trebano, altre elementi incontestabili, che dovrebbero chiudere ogni discussione. Il primo dato, che potrebbe da solo già risolvere la quaestio, è quello dell’uso del termine civitas per indicare costantemente la città di Trevi, dove san Pietro si recò e dimorò per circa venti giorni. Il termine viene usato anche per la città di Alatri, di Tivoli e per tutte le diocesi dell’epoca. In effetti, con il termine di civitas, nel medio evo si indicavano le città, che erano sedi vescovili, come Treba (Trevi, oggi), Alatri, Tivoli, Tuscolo, Palestrina. Altri centri abitati, che non erano sedi vescovili, venivano indicati invece, a seconda della importanza o grandezza, con il termine di Oppidum, Castrum, Castellum. Va chiarito, per dovere di verità, che la città di Treba, -( nella cui diocesi ricadeva il territorio di Rocca di Botte, poi sottratto dai Benedettini sublacensi ed incluso nel loro patrimonio)-, ha avuto come ultimi vescovi, di cui si conoscono i nomi, i presuli Gerardo e Giovanni. Il presule Gerardo risulta inequivocabilmente vescovo di Treba, in forza di documentazione benedettina sublacense, nell’anno 1030, mentre Giovanni risulta vescovo di Treba nel 1059 per aver partecipato al concilio di Roma dell’anno citato, indetto da papa Nicola, in cui oltre a riformarsi il cerimoniale riguardante l’elezione del papa, fu decisa una campagna religiosa papalina contro il mulieratus e la simonia clericale. Ironia della sorte dopo qualche tempo e comunque non oltre il 1060 il vescovo Giovanni fu ucciso con una scure in Treba (Trevi) da un cittadino, che trovò il prelato in intimità con la moglie.
Giovanni fu l’ultimo vescovo di Trevi, perché dopo l’evento luttuoso, la diocesi rimase senza vescovo fino al 1227, allorché, a conclusione di una serie di vertenze, insorte dopo la beatificazione di san Pietro, con bolla di Gregorio IX, fu annessa a quella di Anagni, all’epoca potentissima. La pena, patita da Treba nella circostanza dell’uccisione del presule Giovanni, fu limitata alla mancata rielezione del vescovo, che comunque nell’evento non era certo esente da colpe, mentre in altri casi come per la diocesi di Castro, in cui il responsabile diocesano era stato ucciso, fu decisa la distruzione totale del centro abitato. Orbene l’indicazione di Treba come civitas prova che la morte di San Pietro si è avuta quando la città era ancora era sede della diocesi e presumibilmente circa quarant’anni prima della sua beatificazione, avutasi in Anagni nel 1202 dopo un regolare processo canonico, nel rispetto di un lasso di tempo che, secondo disposizione papalina, la santificazione di un uomo venerabile poteva proclamarsi. A comprovare la ipotesi avanzata è un’altra circostanza, che si trae dall’apocrifo, che non indica il nome del vescovo di Treba quando san Pietro arrivò nella città e vi morì. All’epoca il capo amministrativo e religioso di ogni circoscrizione diocesana era il vescovo e la mancata indicazione dell’autorità religiosa in cui un evento così importante si era verificato, non poteva essere taciuto od omesso. Tale elemento induce a ritenere che, quando san Pietro morì Treba non aveva un vescovo ufficiale, anche se le funzioni venivano svolte dall’ abate di san Teodoro, cattedrale della diocesi, per cui, aver tralasciata l’indicazione del responsabile della diocesi trebana, induce a credere che l’evento della morte di san Pietro sia accaduto quando la diocesi era priva, per i motivi ricordati, del vescovo titolare e cioè dopo il 1060, data certa indiscutibilmente del mancato rinnovo della nomina del vescovo di Treba. Tale considerazione, di per se, già rende assolutamente improbabile la morte di San Pietro nel 1052, ma vi è un altro elemento, che, con altre circostanze storiche, offre un fondata datazione della morte di san Pietro. Nell’apocrifo viene riportata la circostanza, in cui san Pietro, dopo aver lasciato Tivoli si recò in Subiaco, dove venne a sapere che i monaci benedettini del monastero di San Benedetto e Scolastica erano in gravi difficoltà di sopravvivenza, tanto che nemmeno avevano di che alimentarsi.
San Pietro, è detto nell’apografo, intervenne il loro aiuto e per tutto il tempo, che si rese necessario, fu a loro completa disposizione, provvedendo alle loro necessità. Orbene una circostanza come questa implica una situazione di povertà del monastero, che non può mai essere collegata con il 1052. In quell’anno, infatti, l’abate Umberto appose una iscrizione, nella quale erano riportate tutte le proprietà del cenobio sublacense, costituite da un numero di castelli, che non solo escludono una qualsiasi possibilità di indigenza da parte del cenobio sublacense, ma provano a quella data una prosperità ed un benessere, contrastante con le condizioni di indigenza ricordate dall’aprocrifo. L’epigrafe, che si può ammirare ancora oggi, infatti, riporta queste affermazioni:
“Nel nome del signore Gesù Cristo. nell'anno IV del pontificato del signore Leone nono papa, Umberto venerabile Abbate edificò questa opera straordinaria della torre ad onore di Benedetto confessore di Cristo e della sua sorella santa Scolastica vergine, dove brevemente registrò i beni che sono soggetti al governo di questo venerabile monastero. Soprattutto lo speco, due laghi, il corso del fiume, con le mole e le riserve di pesca, GENNAM, PUCEIUM, OPINIANUM, AUGUSTAM, CERVARIAM, MARANUM, ANTICULUM, RUVIANUM, ARSULA, AURICULA, CARSOLUM, CANTORANUM, ROCCA CONOCLA, TRELANUM, CERRETUM, ROCCAM, SARACINISCUM, SAMBUCULUM, BICILIANUM, MASSAM S. VALERII, ROCCAM DE ILICE, ROCCAM IUVENCIANUM, APPOLLONIUM, COLLEMALUM”.
Diversa è invece la situazione di vita del monastero, che si riscontra nei resoconti benedettini, riguardanti l’anno 1152. Infatti, tra il 1145 ed il 1160 il monastero, così come la chiesa in generale, visse una situazione di disagio assoluto, legato al fatto che dopo l’elezione dell’abate Ramone, vi fu la sollevazione di un monaco, che si fece nominare abate, e questi nel giro di pochi giorni sottrasse tutte le proprietà al monastero per cederlo ai signorotti, che lo avevano sostenuto nella ribellione. Anche Treba approfittò della situazione per impadronirsi dei castelli di Ienne, Collealto e Monte Porcaro.

Comunicato dell'Associazione a firma del Presidente Prof. Laura Iona

Nelle elezioni comunali 2015 sono state rinnovate le amministrazioni del Comune di Trevi nel Lazio e del Comune di Rocca di Botte. I due Comuni sono uniti da un gemellaggio secolare ed indissolubile in onore del comune patrono, San Pietro Eremita, e da circa otto secoli queste due comunità si uniscono in un sentimento comune come se fossero un'unica popolazione. A Trevi nel Lazio è stato eletto Sindaco l'Avv. Silvio Grazioli (foto a destra) mentre a Rocca di Botte è stato eletto Sindaco il compare Fernando Antonio Marzolini. Ad entrambi i sindaci esprimiamo le più sentite congratulazioni e i migliori auguri per l'impegnativo compito che si apprestano a svolgere.

Articolo apparso sul giornale NUOVOGIORNO il 15/01/2015 a firma Maurizio Cera

Pierluigi Salvatori è il miglior studente di Trevi nel Lazio
Ha vinto una borsa di studio per gli eccellenti risultati nell’anno scolastico 2013-2014

Durante le festività natalizie, presso l’istituto della scuola secondaria di primo grado di Trevi nel Lazio – sezione staccata della scuola “Ottaviano Bottini” di Piglio, il presidente dell’associazione ADOP (Associazione D’Ottavi Paolo) Laura Iona ha assegnato il premio, consistente in una borsa di studio, all’alunno Pierluigi Salvatori che si è distinto come migliore alunno nell’arco dell’anno scolastico 2013/14.
L’associazione, nata qualche anno fa all’indomani della scomparsa di Paolo D’Ottavi sindaco di Trevi per circa trenta anni, si occupa di pubblicare le molte ed importanti ricerche storiche lasciate dal D’Ottavi (Storia di san Benedetto, storia degli Equi, poesie ecc…).
Presenti alla manifestazione il dirigente scolastico Tommaso Damizia, il presidente dell’associazione ADOP Laura Iona moglie di Paolo D’Ottavi, l’assessore ai servizi sociali del Comune di Trevi Anzidei Michela ed un numeroso pubblico che con molta attenzione ha seguito gli interventi degli oratori improntati sull’importanza della cultura come strumento fondamentale di crescita di una comunità.
Naturalmente molto si è parlato di Paolo D’Ottavi a cui è dedicato il premio come il vincitore Pierluigi Salvatori che ha riferito ai presenti di come i genitori gli raccontavano dell’amore viscerale che nutriva per Trevi e delle tantissime ricerche e studi portati avanti negli anni grazie all’amore per la sua terra, su Trevi e la sua storia ultramillenaria, portate avanti negli anni dal D’Ottavi e che oggi, grazie alla costituzione dell’associazione che porta il suo nome, sono state portate alla stampa e divulgate.
Questo premio, è secondo molti, la vittoria postuma del Paolo D’Ottavi, studioso, ed anche di Padre Dante Zinanni, altro storico locale, che ha regalato alla comunità di Trevi, e non solo, tante pagine di storia che oggi fanno testo e tendenza malgrado il disprezzo ingiustificato di allora e forse anche di oggi, purtroppo.

Tornando al premio il presidente Laura Iona, insieme agli altri membri dell’associazione ADOP, ha voluto premiare anche un ragazzo diversamente abile perché come afferma il presedente dell’ADOP Laura Iona: “c’è, nella nostra associazione l’attenzione nei confronti delle fasce più sensibili”. Al termine della manifestazione grande soddisfazione è stata espressa dalla Iona per la buona riuscita dell’evento, per la coinvolgente partecipazione dei ragazzi e dei genitori convenuti.

Articolo apparso sul giornale Il Quotidiano il 5/10/2014 a firma Maurizio Cera

Sulle orme di San Benedetto
Prende piede l'iniziativa turistica del percorso di fede

Sempre più pellegrini, con zaino a spalla, si vedono transitare per Trevi percorrendo il cammino si san Benedetto che sta diventando sempre più conosciuto e frequentato anche in questo periodo autunnale. Questo lo si deve, non all’intraprendenza delle comunità locali attraversate dal cammino, che cominciano ad interessarsi al fenomeno ma soprattutto dalla pubblicazione della guida di Simone Frignani “Il cammino di San Benedetto” presentata circa un mese fa anche a Trevi. Ed è proprio la guida di Frignani, tradotta anche in tedesco, che sta dando un notevole impulso al percorso.
I territori attraversati dal cammino cominciano, infatti, ad avere benefici sia dal punto di vista turistico che economico. Trevi lo è ancor di più perché risulta, come da guida, punto di arrivo di tappa (da Subiaco) e di partenza per quella del giorno successivo che arriva fino a Collepardo.
In questo periodo poi è facile incontrare, e facilmente riconoscere pellegrini che visitano il paese acquistando prodotti alimentari e chiedono luoghi dove dormire anche se nella guida Frignani è tutto molto ben specificato. Il cammino che parte da Norcia ed arriva a Montecassino dopo un percorso di trecentodieci chilometri, diviso in sedici tappe (circa 20 km a tappa) è un susseguirsi di emozioni, di conoscenze di bellezze paesaggistiche, paesistiche, architettoniche tutto incastonato nel silenzio di territori non ancora assorbiti, fortunatamente, dalla globalizzazione.
Ogni tappa, dicono i pellegrini entusiasti del percorso, è una piacevole scoperta. Visto il sempre più crescente numero di pellegrini che percorrono il cammino di san Benedetto è giusto e doveroso menzionare l’ex sindaco di Trevi Paolo D’Ottavi che in tempi non sospetti faceva ricerche sul fondatore del monachesimo occidentale (è stato pubblicato grazie all’associazione che porta il suo nome “Riflessioni storiche su san Benedetto”) tanto che fece erigere presso l’ex centro civico una bellissima statua di san Benedetto che proprio sul territorio di Trevi fece costruire dodici monasteri benedettini.
Forse se ci fosse stato allora (circa 30 anni fa) l’interessamento, le motivazioni, trasmesse invece da Frignani, e la complicità del popolo trebano sugli studi di D’Ottavi forse oggi il cammino avrebbe un’importanza notevole e forse ritorni turistici economici ed occupazionali di un certo rilievo.

Articolo apparso nel sito: www.il giornalino.net il 10/12/2013 a firma Danilo Ambrosetti

Trevi nel Lazio, premiazione del concorso "Poeta anch'io" dell'ADOP,
grande partecipazione

TREVI NEL LAZIO - Nell'ambito della sua attività di promozione del territorio, l'ADOP (Associazione D'Ottavi Paolo) di Trevi Nel Lazio, ha organizzato nel pomeriggio di sabato 7 dicembre, presso la sala convegni del Museo delle Piante di Trevi la premiazione del primo concorso di poesia «Poeta Anch'io».
Massiccia la partecipazione di pubblico, che ha gremito la sala ascoltando la lettura delle poesie vincitrici e quelle che hanno ottenuto un riconoscimento. I lavori sono stati guidati da Sergio Gabriele (Critico d'arte e Presidente della giuria lettura e commento delle poesie in concorso), Mauro Marzolini che ha fatto da moderatore e Porfirio Grazioli (Poeta trebano che ha letto e commentato una poesia in dialetto trebano). Alla sua prima edizione il concorso ha già ricevuto tantissime adesioni di partecipazione, provenienti dalle varie Regioni d'Italia, segno della buona promozione del concorso e della concretezza delle importanti iniziative che l'Adop sta attuando con successo nel territorio, in linea con il pensiero coinvolgente e di sviluppo, che da sempre ha evidenziato la figura dell'ex Sindaco di Trevi Nel Lazio Paolo D'Ottavi. I tre premiati con le loro poesie sono stati: terzo premiato Paolo Valletta (Monterotondo), secondo premiato Cesare Moceo (Cefalù) e primo premiato Elisabetta Naccari (Roma). A conclusione della premiazione è stata illustrata l'opera di Paolo D'Ottavi quale «PRESENTAZIONE DELLA MONOGRAFIA SUGLI EQUI» a cura della Prof.ssa Bianca Maria Valeri, che ha ricordato l'immagine di Paolo D'Ottavi che con intensità aveva svolto la ricostruzione sulla vita degli Equi. La conclusione è stata poi della Prof.ssa Laura Iona - Presidente dell’Associazione ADOP, che ha ringraziato tutti i presenti per la partecipazione e condivisione di questo momento culturale: «che sta crescendo ad un anno di distanza di presentazione dell'associazione di volontariato che è l'Adop, che ha alla base la condivisione del rapporto tra le persone anche a nome della cultura, della poesia, della conoscenza del territorio» ha commentato la prof.ssa Iona.

Articolo apparso sul blog trevinellazio.wordpress.com e nel sito www.lazionauta.it il 13/12/2013

Poeta anch'io - La premiazione
Iniziativa promossa dalla AssociazioneADOP

TREVI NEL LAZIO - Il 7 dicembre presso il Museo delle piante di Trevi nel Lazio ha avuto luogo la premiazione della prima edizione del concorso di poesia “Poeta anch’io“ ospite della manifestazione il critico d’arte Sergio Gabriele in qualità anche di Presidente di giuria, che ha letto e commentato le poesie in concorso, a lui un particolare ringraziamento per il notevole lavoro svolto; Porfirio Grazioli, poeta trebano molto amato ed apprezzato, che ha recitato la poesia in vernacolo in concorso “La cartolina militare” con la verve e la passione che lo contraddistinguono. Tutte le poesie in concorso hanno avuta una pergamena e una menzione del critico Gabriele ed alle prime tre classificate è andata una targa consegnata dal Presidente dell’Associazione Laura Iona; poesie e menzioni possono essere consultate sul sito web www.associazioneadop.it
Presente anche Bianca Maria Valeri, Dirigente scolastica e valente studiosa di storia locale che ha presentato e curato la monografia ” La storia degli Equi – La Valle dell’Aniene cuore del territorio Equo ”, frutto del lavoro attento e minuzioso di ricerca effettuata da Paolo D’Ottavi nell’arco della sua vita, mosso sempre da un amore profondo verso la storia del proprio paese che lo ha portato ad elaborare moltissimi scritti. La stampa della monografia sugli Equi è solo il primo step per l’Associazione, che avendo tra le sue finalità la promozione, la conoscenza e la divulgazione della cultura e della storia del proprio territorio, curerà la pubblicazione di altri scritti di Paolo D’Ottavi. Tra i numerosissimi convenuti, presente una rappresentanza del comune di Trevi nel Lazio con l’Assessore alla Cultura e il Vicesindaco, il Direttore del Parco dei Monti Simbruini, il Comandante di stazione di Filettino del Corpo Forestale di Stato, rappresentanti di associazioni locali e molta gente attenta e motivata. Grande soddisfazione è stata espressa dai premiati e da più parti è arrivato l’apprezzamento, anche commosso, per la piacevole giornata e l’incitamento a continuare sulla strada intrapresa della diffusione di poesia e cultura.

Il Presidente Laura Iona chiude gli interventi esprimendo un ringraziamento particolare al Prefetto di Frosinone Eugenio Soldà e al Sindaco di Trevi nel Lazio Pierfilippo Schina i quali impossibilitati ad essere presenti, hanno voluto per far sentire la loro vicinanza inviando una comunicazione, con la quale esprimono sentite congratulazioni per la cerimonia e manifestano la loro approvazione per il lavoro che sta svolgendo l’Associazione. Un ringraziamento sincero a Mauro Marzolini consigliere dell’ADOP, moderatore sempre presente, scrupoloso attento e preparato. Un saluto e ringraziamento della Iona ai componenti della giuria, ai poeti, agli ospite tutti e soddisfatta per la buona riuscita della manifestazione, invita tutti i convenuti a comporre poesie, perché scrivendo “si da voce alla propria anima “, dando l’arrivederci alla seconda edizione del concorso di poesia. Un ricco buffet con dolci fatti da signore molto vicine all’Associazione e pizza locale accompagnati da vino e spumante, ha chiuso degnamente un bel pomeriggio iniziato appagando la testa, il cuore e l’anima dei convenuti.

Articolo apparso sul giornale Ciociaria Oggi del 06/12/2013 a firma Maurizio Cera

Poesie al Museo delle Piante
L’iniziativa è promossa dalla Associazione intitolata all’ex sindaco Paolo D’Ottavi

TREVI NEL LAZIO - Domani alle 15 avrà luogo la premiazione del concorso “Poeta anch’io”. La cerimonia, organizzata dall’associazione Paolo D’Ottavi, si svolgerà presso il Museo delle Piante, una delle tante opere realizzate dall’ex sindaco studioso di storia trebana, scomparso tre anni fa. Ospite della manifestazione Sergio Gabriele critico d’arte e presidente di giuria, Porfirio Grazioli poeta trebano e Biancamaria Valeri la quale, dopo la premiazione, curerà la presentazione della monografia sugli Equi di Paolo D’Ottavi. La manifestazione sarà chiusa dal presidente dell’associazione Laura Iona che farà il punto sull’attività svolta dall’associazione sino a oggi e illustrerà i progetti futuri che si preannunciano di grande spessore. L’associazione con queste iniziative tende a favorire lo sviluppo della cultura e promuovere i tanti studi fatti da Paolo D’Ottavi nell’arco della sua vita che esaltano l’importanza storica di Trevi, l’antica Treba Augusta. La manifestazione di domani segue quella organizzata qualche mese fa presso il plesso scolastico di Trevi in occasione della quale sono stati premiati con borse di studio gli studenti più meritevoli della scuola elementare e medie.
L’associazione curerà la pubblicazione di scritti editi nella rivista Benedettina “Il Sacro Speco” negli anni 1996-1999 di Paolo D’Ottavi sulla realtà storico religiosa dell’Alta Valle dell’Aniene, detta Valle Santa per la presenza quasi trentennale di S. Benedetto, fondatore di molti monasteri. Dopo le poesie e “la storia degli Equi”- si legge in una nota diffusa dall’associazione – pubblichiamo, in un momento particolare che vede emergere una forte discussione sul reale percorso compiuto da S. Benedetto, nella sua fuga dalla valle sublacense a Cassino, delle interessanti riflessioni storiche, per opera di Paolo D’Ottavi, sulla figura del santo, patrono d’Europa e fondatore del monachesimo occidentale.

Articolo apparso sul giornale Ciociaria Oggi del 19/11/2013 a firma Danilo Ambrosetti

Alla migliore alunna il “Premio Paolo D’Ottavi”
Il riconoscimento è stato conquistato da Elena Rossi

TREVI NEL LAZIO -Nei giorni scorsi, l’associazione ADOP, ha assegnato il “Premio Paolo D’Ottavi”, che viene conferito ad uno studente della scuola secondaria di primo grado di Trevi nel Lazio che si è distinto per il suo percorso di studi. Per espressa volontà del dirigente scolastico Tommaso Damizia il premio è stato consegnato nei locali scolastici con la sola presenza delle classi di scuola media e dei genitori dei ragazzi premiati, per dare centralità alla scuola e importanza agli studenti.
Quest’anno il “Premio D’Ottavi Paolo”, consistente in una somma in denaro di 300 euro e un attestato di merito, è stato assegnato alla studentessa Elena Rossi “per essersi distinta come migliore alunna del triennio 2010-2013”. Quest’anno in perfetto accordo con il presidente del sodalizio, la Professoressa Laura Iona, tutti i membri hanno espresso la volontà di ampliare il premio con un attestato di merito ed un piccolo dono in denaro anche a quattro ragazzi diversamente abili “per l’ottima integrazione ed obiettivi educativi e didattici nel triennio 2010-2013 presso la scuola secondaria di primo grado di Trevi nel Lazio”.
Grande soddisfazione è stata espressa da Iona per la buona riuscita della premiazione, per la coinvolgente partecipazione dei ragazzi e dei genitori convenuti e per aver ampliato il premio anche alle diverse abilità, perché tra le finalità dell’ADOP c’è soprattutto l’attenzione nei confronti delle fasce più sensibili e deboli.



La studentessa premiata dalla Prof.ssa Iona

Articolo apparso sul giornale Ciociaria Oggi del 31/7/2012 a firma Danilo Ambrosetti

L’ADOP si presenta al pubblico e scommette sulla cultura locale

TREVI NEL LAZIO - E’ stata portata a battesimo nei giorni scorsi, presso l’orto botanico, l’associazione dedicata alla figura di Paolo D’Ottavi “ADOP”. “Un’associazione - come ha sottolineato il suo presidente Laura Iona – che mira a promuovere lo sviluppo della comunità per mezzo di attività culturali, giornate di studio, convegni, manifestazioni, mostre, presentazione di opere letterarie o artistiche e manifestazioni varie legate al territorio e alla sua ricchezza storico-ambientale, incentivando all’ampliamento della conoscenza e approfondendo nel contempo tematiche sociali in stretta collaborazione con gli enti e le istituzioni, ponendosi di fatto come punto di riferimento per il tessuto sociale locale”. Una ricchezza culturale che trova il suo fondamento nelle opere realizzate da Paolo D’Ottavi che, oltre a essere stato ininterrottamente sindaco di Trevi dal 1970 al 1997, è riconosciuto per la sua autorevolezza quale profondo storico del territorio, avendo realizzato opere di alto livello come “La Storia degli Equi”, “Storia della città di Treba dalle origini al Medioevo”, “La fine della Diocesi di Treba” e poesie sempre dedicate a Trevi.

Nell’occasione è stato presentato il volume “Poesie” scritto da Paolo D’Ottavi con il commento e la lettura di alcune tra le più belle liriche da parte del poeta Fabrizio Polizzi. La corposa partecipazione di pubblico all’interno dell’orto botanico ha evidenziato il vivo legame che i cittadini hanno ancora oggi con Paolo D’Ottavi e per questo non è passata inosservata l’assenza dell’attuale sindaco di Trevi (che ha inviato una nota per spiegare la sua impossibilità) e degli altri amministratori di maggioranza, mentre erano presenti i consiglieri di minoranza e altre autorità.

Il Prefetto di Frosinone Eugenio Soldà ha tenuto a sottolineare l’importante contenuto in termini di obiettivi e funzionalità che quest’associazione pone a tutela della storia di Trevi nel Lazio, divenendo una realtà associativa ben strutturata con braccia operative impegnate nei diversi settori, rappresentando un arricchimento importante e una risorsa preziosa per la comunità. “Un modello che infrange campanilismi e confini – ha commentato il presidente – un nuovo modo di “fare rete”, nel ricercare e sperimentare gli scopi di questa associazione basati sull’amore per Trevi, un amore che Paolo D’Ottavi  ha esternato in tutta la sua vita e che ha acceso la scintilla dei nostri cuori e la voglia di inseguire questo sogno che oggi è diventato una realtà operativa”.

La manifestazione si è conclusa con la consegna del Premio dedicato alla memoria di Paolo D’Ottavi a Chiara D’Angeli quale miglior studente dell’anno della scuola media di Trevi nel Lazio. La presentazione dell’associazione ADOP è stata l’occasione per presentare anche la prima edizione del concorso “Poeta anch’io”. Il regolamento è reperibile sul sito www.associazioneadop.it e i termini per l’invio delle poesie scadranno il 31 gennaio 2013.



Il Sig. Preside della Scuola Media di Trevi nel Lazio premia il miglior studente dell'anno Chiara D'Angeli


Articolo apparso sul blog http://trevinellazio.wordpress.com il 26/7/2012 a firma Maurizio Cera

L’ADOP, per abbattere il muro

Nella meravigliosa cornice dell’Orto Botanico, in un contesto che mescola un’ambiente sia didattico che naturalistico, nato, come tante altre opere, dalla creativa e dalla geniale intuizione di Paolo D’Ottavi, ex sindaco di Trevi scomparso circa un anno e mezzo fa, è nata l’associazione ADOP (Associazione Paolo D’Ottavi). Una manifestazione a cui hanno preso parte moltissimi nostri concittadini che non sono voluti mancare a questo importante appuntamento. Molti gli ospiti illustri intervenuti: da sottolineare la presenza del prefetto di Frosinone dott. Eugenio Soldà e l’avvocato e amico di famiglia Carlo Taormina. Assente l’intera amministrazione comunale; il sindaco, invitato, ma impossibilitato a partecipare all’evento, ha inviato comunque un messaggio.

Una cerimonia vissuta con emozione da tutti i presenti, che hanno ascoltato, come ipnotizzati, le affascinanti parole degli oratori intervenuti, sulla storia di Trevi, studiata per anni da Paolo D’Ottavi che come ha detto Mons. Giorgio Orioli: "non ha scopiazzato quà e là" ma è andato alla fonte, ricercando nei tantissimi testi greci e latini le notizie della Treba, degli Equi ecc….

È stata la vittoria del Paolo D’Ottavi storico, tutti gli studiosi, infatti, e come è giusto che sia, visto i risultati, ne hanno esaltato le grandi capacità di grande ricercatore innamorato della propria terra. L’avvicendarsi degli interventi ha come trasportato i presenti in un viaggio nel futuro pur parlando di antico, facendo sognare ad occhi aperti e facendo sperare un pò a tutti noi che un giorno Trevi tornerà agli antichi splendori. Per cercare di realizzare questo sogno, però, bisogna abbattere i tantissimi muri che nascono ogni giorno, fatti di cattiveria, invidia, ipocrisia, indifferenza, annidati malignamente, o meglio, geneticamente, nelle nostre viscere, rendendo difficile una qualsiasi opera di socializzazione, di rapporti interpersonali e in riflesso di unione sociale, unico strumento capace di far ripartire il paese. Muri che continuano a dividere Trevi, ormai agonizzante e che aspetta solo il colpo finale per dire addio a tutti i sogni di ripresa o almeno di quieto vivere.

Oggi però siamo qui a raccontare di un bel pomeriggio passato presso l’Orto Botanico e ad elogiare la nascita dell’ associazione ADOP che se solo riuscisse a raggiungere una piccola parte degli obiettivi che si prefigge lo statuto, darebbe una grande contributo nell’abbattere alcuni di questi ostacoli. Gli scopi sono lodevoli, sarà il tempo giudice unico ed insindacabile dell’operato della neonata associazione al quale va, di cuore, il mio buon lavoro sperando di tornare ancora a parlare di voi per le belle cose che riuscirete a fare.


Intervista apparsa sul blog http://trevinellazio.wordpress.com il 26/7/2012 a firma Marco Iacobucci

L’uomo che visse nel futuro

Trevi nel Lazio, 25 Luglio 2012

IL 26 luglio, a Trevi nel Lazio, verrà presentata l’associazione di volontariato “ADOP”, dedicata a Paolo D’Ottavi, ex sindaco di Trevi. La sede scelta per questo evento e’ il Museo delle Piante, la moderna struttura in vetro che ospita esempi di flora presenti nell’area del Parco dei Monti Simbruini. Il programma prevede l’intervento di ospiti illustri che si alterneranno durante l’incontro, con proiezione finale del sito intitolato all’associazione. A presentare l’”ADOP”, in questo nostro spazio, e’ il suo presidente, la Professoressa Laura Iona, alla quale ho posto alcune domande e curiosità che riguardano la sua associazione e Paolo D’Ottavi.

Ciao Laura, benvenuta in questo nostro spazio. Come e perchè nasce l’idea di fondare questa associazione?

Ho pensato di ricordare Paolo e di colmare la sua assenza attraverso la costituzione di una associazione a carattere culturale che si occupasse dei suoi scritti riordinandoli, raggruppandoli per tematica trattata, dandoli alla stampa con una diversa veste tipografica.

Quale sono le finalità e gli obiettivi che si prefigge l’ ADOP?

Una associazione culturale di sola promozione sociale mi è parsa da subito riduttiva nell’incarnare la multiforme personalità di Paolo. Pian Piano ha preso sempre più consapevolezza che di Paolo bisognasse mantenere vivo, attraverso un nostro impegno personale e concreto nel sociale, lo spirito di solidarietà, di attenzione agli altri, la sua visione positiva della realtà e che, quindi, continuasse a circolare il messaggio di una speranza che non arretra, ma che avanza che fa nuova cultura per restituire un sogno positivo all’esistenza, per una esistenza da “adulti” di libertà, di rispetto, di pacifica convivenza. Intorno a questa consapevolezza con un gruppo di amici e il supporto del CESV di Frosinone nella figura della Dott.ssa Cristina Papitto ha preso corpo la nuova associazione di volontariato nel nostro paese. Essa si affianca alla già esistente ODV (Organizzazione di Volontariato) “Confraternita della Misericordia” alla quale voglio esprimere sinceramente il mio plauso e riconoscenza per l’attuazione in questi ultimi anni di splenditi convegni sulla bioetica, offrendo al nostro paese la possibilità di porsi come centro di dinamismo culturale fecondo, consapevole, solidale.

La vostra è un associazione di Volontariato, nel campo dell’ attività culturale, perché questa scelta?

Per le finalità di cui sopra. Nello specifico affianca altri scopi quali la tutela, valorizzazione e promozione delle cose di interesse artistico e storico; tutela e valorizzazione della natura, dell’ambiente e del territorio; promozione di attività dirette a favorire lo sviluppo dell’arte e della cultura, anche a sostegno di soggetti con particolari attitudini artistiche, proponendosi come luogo di incontro nel nome di interessi culturali ed ambientali generali, tenendo sempre l’attenzione rivolta agli altri in particolare ai giovani e a quanti si trovano in situazione di svantaggio e difficoltà.

Lei pensa che la cultura oggi venga considerata come un prodotto da monetizzare o un bene da condividere? (tanti mercenari o tanti mecenati)?

La cultura oggi è un bene da condividere con gli altri sempre e in ogni situazione, perché solo la cultura avvicina l’uomo all’uomo.

Pensa che le persone siano consapevoli dell’importanza della condivisione della cultura e di quanto sia necessario sforzarsi, a tutti i livelli, affinché questo avvenga.?

Sgombrata la mente e il cuore da pregiudizi e da sovrapposizioni superflue, sono convinta che l’uomo possa divenire consapevole di essere un portatore di cultura da condividere con gli altri.

Viviamo nell’epoca del “bombardamento mediatico”, tante notizie ma pochi contenuti, ogni giorno, a tutte le ore. Un’ associazione come la vostra, in una piccola comunità, può rappresentare un modo per fuggire da questo “bombardamento” di parole per lo più inutili e di ritornare al “concetto”, all’analisi, al chiarimento dell’esistente?

Ci proviamo, con molta umiltà. L’obiettivo è di stimolare una comunicazione personale basata sulla dimensione umana e spirituale della persona.

Ho intitolato questo Post, “L’ uomo che visse nel futuro”, pensa che Paolo si sarebbe ritrovato in questa definizione?

Sicuramente si. Complimenti per la tua intuizione.

Dai tempi in cui Paolo era amministratore, ai tempi nostri, come è cambiato, secondo lei il paese, sotto l’aspetto culturale e sociale?

Lo spirito a cui si ispira l’associazione mi spinge a guardare avanti senza considerazioni retrospettive. Posso solo affermare che lo spirito che ci unisce e ci sprona è conseguire la consapevolezza che il bene comune debba essere conseguito al di sopra di ogni cosa.

In un’intervista all’ex sindaco Grazioli, riportata sul vostro sito, pubblicata su “Ciociaria Oggi”, si spiegava il periodo storico nel quale Paolo fu amministratore, il passaggio da un economia contadina e pastorale ad un economia industriale e terziaria, fu quindi il sindaco di un società in veloce mutazione, riuscendola comunque ad interpretare ed amministrare. Oggi viviamo in un periodo di ristrettezze economiche e mutazioni sociali che sembrano percorre la via inversa. Quali sarebbero state secondo lei le ricette di Paolo, per gestire questo momento così complicato, che nei paesi di provincia è ancora più evidente e drammatico?

Puntare decisamente sulla ricchezza del nostro territorio: l’acqua, l’ambiente, la storia per l’affermazione di un turismo storico-religioso-ambientale.

Di Paolo, avendolo conosciuto solo superficialmente, ricordo l’enorme passione che aveva per il territorio, era sempre attivo, dinamico e ricco di idee. A noi ragazzi di quell’epoca riusciva a trasmettere questo suo modo di essere e questo suo carisma. Pensa che questo suo atteggiamento verso la vita, sia stato da qualcuno male interpretato?

Sicuramente si, con la nascita di conflitti non sempre edificanti.

Quale e’ il messaggio che Paolo D’Ottavi ci lascia e quale sarebbero secondo lei le indicazioni che suo marito vorrebbe adesso dare alle giovani generazioni?

Il messaggio di dare all’esistenza una visione positiva della realtà senza perdere la speranza nelle grandi risorse che ogni uomo ha in se:

“corri, corri treno
e non fermarti mai,
la gioventù che porti è il meglio che tu hai”

Marco, ti ringrazio per l’opportunità che hai dato all’associazione, tramite la mia persona, di promozione sul territorio. Laura Iona


Intervista apparsa sul blog http://trevinellazio.wordpress.com il 26/7/2012 a firma Maurizio Cera

Dante e Paolo, personaggi del XX° secolo

Ho partecipato domenica 17 giugno al convegno sul santuario della Madonna del Riposo organizzato dall’archeoclub d’Italia sezione di Alatri –Trevi, nella sala conferenze del castello Caetani. La giornata denominata “Chiese aperte” è cominciata la mattina con visite guidate all’interno della chiesa. Pochissime le presenze la mattina, poche anche il pomeriggio. La conferenza, però, anch’essa con poche persone in sala, è stata molto interessante, ed ha confermato, ulteriormente, l’importanza della struttura e degli affreschi che ricoprono tutte le pareti della quattrocentesca chiesetta. I relatori (Franco Ricci, Marcello Orlandi e Carlo Cristofanilli) presentandoci i loro studi, ci hanno fatto conoscere e riscoprire un tesoro poco o per nulla apprezzato dai cittadini di Trevi . Ma la riflessione che voglio fare è in riferimento alle moltissime citazioni di Marcello Orlandi e Carlo Cristofanilli nei confronti di Paolo D’Ottavi e Padre Dante Zinanni. I relatori hanno infatti esaltato i due concittadini trebani, come autentici e forse unici studiosi, nel secolo passato, del nostro territorio, fondamentalmente innamorati delle sue bellezze e delle sue ricchezze storiche, dopo naturalmente il Pierantoni e il Caraffa, di qualche secolo prima, ed insieme ad un altro cittadino contemporaneo,  Alberto Amati anch’egli grande studioso di Trevi. Perché questa riflessione? Perché penso che bisogna riconoscere che a distanza di anni, Paolo D’Ottavi e Padre Dante Zinanni siano stati due personaggi fondamentali per la crescita culturale di Trevi, ed in particolare per quell’immenso e ricchissimo repertorio di scritti e testi che hanno lasciato in eredità alle generazioni di oggi e di domani, strumenti semplici ma di straordinaria importanza per conoscere e divulgare la storia e le bellezze di Trevi. Nei confronti di Paolo D’Ottavi e padre Dante Zinanni c’è stato, da sempre, un feroce ostracismo che ne hanno segnato anche l’esistenza, secondo il mio punto di vista. Eppure, malgrado l’accanimento morboso nei loro confronti che – sempre secondo me – erano determinato da un’invidia alla persona (erano, a quanto si dice, legatissimi quindi venivano identificati come un corpo ed un’anima) e non al ruolo che ricoprivano (sindaco e prete). Sentire ripetere in continuazione durante la conferenza, dai due oratori venuti da fuori, il nome di Paolo D’Ottavi e padre Dante Zinanni vuol dire – riflettendo oggi - che queste due figure hanno fatto e dato molto per Trevi ed i molti della parte avversa contrari soprattutto al D’Ottavi, in tutto quello che faceva ci vedevano sempre un qualcosa di losco, di illecito di falso. Forse oggi dovremo fare tutti un mea culpa, fermo restando le colpe e gli errori che ogni persona con un ruolo istituzionale può compiere durante il suo percorso politico. Ma è impossibile disconoscere il lavoro storico, fatto per Trevi da Padre Dante e le ricerche ancora più particolari fatte da Paolo D’Ottavi che dovrebbero a breve venire alla luce sotto forma di una pubblicazione. Sono di qualche anno fa le ultime battaglie di Paolo che rivendicava per esempio il nome della famosa fontana di Trevi perché secondo lui l’acqua che l’ alimenta viene dalle nostre sorgenti e del primo monastero benedettino e molte altre ancora; tutte vicende scaturite da approfondite ricerche storiche che esaltano la passione per Trevi di questi due personaggi. Nessuno mai ha voluto riconoscere i giusti e doverosi meriti alle due personalità ma si è sempre cercato di screditarle, di sminuirle. Come anche bisogna dare atto a Paolo D’Ottavi delle sue intuizioni nell’ambito di quelle grandi manifestazioni culturali (teatrali, di musica leggera, opere liriche ecc…) organizzate, secondo me solo con lo scopo di far conoscere e far parlare di Trevi. Per chi ha la mia età si ricorderà benissimo della vicenda Cocciante che nonostante la mancata partecipazione del cantante stesso, portò gente da tutte le parti del Lazio ed un indotto economico nelle casse delle attività commerciali trebane (va anche ricordata la pagina nera della lotteria abbinata alla serata). Ci furono - ed è il caso di ricordarlo – negli anni a seguire, anche da parte di altre amministrazioni, eventi negativi, non della stessa portata, ma altrettanto discutibili, che dimostrano come è facile sbagliare quando si governa.

Oggi esaltiamo, giustamente, manifestazioni di un certo spessore, che invece qualche decennio fa disprezzavamo senza sapere che quello era il futuro su cui scommettere e che oggi si sta cercando, almeno in parte, di copiare. L’anfiteatro comunale era il centro culturale della ciociaria (si vocifera che l’amministrazione vuole costruire adiacente l’anfiteatro un campo di calcetto e uno di bocce!!!) ed i personaggi che hanno calcato quel palco erano il meglio che il panorama teatrale e lirico e musicale nazionale potesse offrire: e noi, all’epoca avversari… “speravamo che piovesse!!!!!!”.

In conclusione oggi non so se queste mie riflessioni di un distante ravvedimento storico, siano giuste o sbagliate, ma riflettendo sulle parole dei due ospiti al convegno, devo affermare che qualcosa anche io ho sbagliato in termini di mie contrarietà ad alcune scelte politiche soprattutto di Paolo, che pur non avendolo mai votato, al contrario, ne condividevo molte cose che ha fatto nella sua storia amministrativa, in particolare le sue intuizioni e colpi di genio anche se non gli ho mai perdonato per esempio l’aver fatto sostituire le finestre di legno con quelle d’alluminio nelle case del centro storico di civita oppure le discutibili manutenzioni ordinarie e straordinarie nel borgo medioevale; lui forse vedeva il cuore del paese come un area urbana decentrata, come poi nel tempo si è verificato, io invece consideravo il centro del paese il cuore sociale di Trevi. Ad oggi posso dire di essere onorato di aver conosciuto due persone che il tempo sta rivalutando.


Articolo apparso sul giornale Ciociaria Oggi del 4/12/2011 a firma Maurizio Cera

Trevi - Si occuperà di volontariato
Associazione intitolata all’ex sindaco D’Ottavi a un anno dalla morte

TREVI – Paolo D’Ottavi, sindaco di Trevi per quasi un trentennio, è stato ricordato oggi pomeriggio ad un anno dalla scomparsa con una messa in sua memoria. Per mantenere vivo il suo ricordo e le sue gesta politiche la famiglia e gli amici più stretti hanno costituito un’associazione che porta il suo nome e che si occuperà di volontariato e cultura. Sono in molti, poi, a domandarsi perché nessuno pensa ad intitolargli una strada, una piazza, una struttura pubblica. Moltissime sono le opere pubbliche nate dalla sua geniale intuizione: il restauro del castello, il recupero delle Molette, il centro di ricettività turistico di Colle Mordani, l’orto batanico, la palestra, il campo sportivo. Una figura che molto ha dato al paese, che ha amato come pochi. Una persona che si è fatta amare, soprattutto per il suo spirito innovativo, giocoso, solare e allo stesso tempo spregiudicato. Una persona capace, intelligente che non facilmente verrà dimenticata e il piccolo pensiero di una persona a lui molto vicina, che si è fatto portavoce del sentimento di moltissimi trebani, ne è viva testimonianza:"Il lutto è un’assenza che non si colma. E’ trascorso un anno. Siamo stati in molti a tentare di credere che tu potessi essere semplicemente partito per un viaggio. Difficile accettare l’idea che non tornerai, difficile cercare risposte alla tua assenza. Eppure nessuno ti ha dimenticato. Ci hai accompagnato per così tanto tempo, che ogni istante condiviso è rimasto prezioso nel ricordo. Ci manchi. Ci manca la tua visione buona delle cose, la tua articolata intelligenza, ci mancano i tuoi entusiasmi. La straordinaria stagione che hai cavalcato, è stato un tempo di benessere e di crescita che non si ripeterà più per il nostro paese. Mi guardo intorno e ogni cosa ha una tua storia. Le rose che ancora fioriscono, i muretti di pietra, il castello che svetta sulle vecchie case. Mi piacerebbe che un giorno, questo paese che tanto hai amato, intitoli qualcosa in tuo ricordo, a futura memoria per le generazioni che verranno. A te va oggi il mio pensiero, di affetto e di nostalgia".


Articolo apparso sul giornale Ciociaria Oggi del 24/12/2010 a firma Danilo Ambrosetti

Intervista all’ex sindaco Grazioli
I cittadini illustri siano d’esempio per la rinascita del nostro paese

TREVI NEL LAZIO – Si è svolta mercoledì, presso il Salone di rappresentanza della Provincia di Frosinone, la 37esima edizione del Premio Nazionale "La Ciociaria". Tra i membri del comitato dell’importante riconoscimento anche l’ex sindaco di Trevi Silvio Grazioli che, durante il suo intervento, ha voluto ricordare due illustri figure non solo di Trevi, ma dell’intera provincia: il musicista Ettore De Carolis e l’amministratore Paolo D’Ottavi. Abbiamo chiesto maggiori chiarimenti in merito.

Avvocato Grazioli, essendo nel comitato del premio ha suggerito di dare un riconoscimento alla memoria di De Carolis?

Sì, ho voluto ricordare la figura di De Carolis nel panorama culturale ed artistico della nostra provincia, in quanto il territorio ha un grande bisogno di guardare all’esempio di uomini che si sono distinti nei campi in cui hanno operato ed Ettore lo ha fatto in quello della musica, collaborando con i maggiori cantautori della musica leggera italiana. Tra l’altro il suo contributo alla ricerca delle radici della musica popolare nella valle dell’Aniene è stato rimarcato dal libro che il comune di Trevi ha voluto pubblicare nel 2008 e che ha avuto un successo straordinario nel campo della critica musicale.

Durante la premiazione ha ricordato anche la figura di Paolo D’Ottavi…

Mi pareva assolutamente corretto ricordare la figura di Paolo D’Ottavi nel momento in cui venivano ricordati altri ciociari illustri, del resto la sua recentissima scomparsa ha suscitato una profonda commozione non soltanto nei cittadini di Trevi ma in tutte le persone che nella provincia lo conoscevano. Pur da posizioni contrapposte, tra di noi c’è stato sempre un grande rispetto personale e mi è parso giusto che proprio io in qualità di ex sindaco di Trevi ricordassi la figura di D’Ottavi, che sindaco lo è stato per oltre cinque lustri, segnando in modo importante l’assetto sociale e istituzionale del nostro paese.

Se dovesse dare un giudizio, oggi, di quello che è stato Paolo D’Ottavi, che cosa direbbe?

Non è semplice sintetizzare una vasta attività amministrativa, però si può delineare qualche filo conduttore, in particolare se si guarda alla trasformazione del nostro paese nella seconda metà del Novecento, si può notare come sul finire degli anni ’50 e negli anni ’60 con l’amministrazione del cavaliere Pio Del Signore, Trevi abbia dovuto affrontare il cambiamento radicale di una società agro-pastorale e contadina tendenzialmente povera e a economia curtense, in una società a forte connotazione industriale-edile e salariati, con minori diseguaglianze sociali e un benessere diffuso; l’amministrazione D’Ottavi ha dovuto affrontare le problematiche inerenti la nuova società, poste sia dalla nuova normativa regionale, come il problema dell’assetto e dell’espansione urbanistica, il governo e la valorizzazione del territorio con i nuovi Enti, in particolare la nascita della Regione, la creazione del Parco, della Comunità Montana della Asl, cercando di cogliere le opportunità che lo sviluppo economico offriva. Da quella stagione sono nate molte delle opere e delle scelte che sono presenti ancora sull’attuale scena politica. Poi ci sono gli ultimi anni della sua vita dedicati alla ricerca storica del territorio, che ha creato spunti di critica per ulteriori riflessioni e studi.

L’articolo continua con altre domande da parte del giornalista Danilo Ambrosetti e altrettante risposte dell’Avvocato Grazioli, ma gli argomenti trattati esulano dagli interessi dell’Associazione.



Copyright 2012 © ADOP - Associazione D'Ottavi Paolo - Tutti i diritti riservati
Per problemi o domande su questo sito Web contattare mailto:info@associazioneadop.it
Ultimo aggiornamento: martedì 31 gennaio 2017.